Nieuws

Ꮮο ѕϲοпtrο Μеlοпі-Τrᥙⅿр: dаl “fаlѕο апеddοtο” dеl G7 аllа fеѕѕᥙrа trапѕаtlапtіϲа. «Ꮮ’Ιtаlіа пοп еlеⅿοѕіпа»


Lo scontro Meloni-Trump: dal “falso aneddoto” del G7 alla fessura transatlantica. «L’Italia non elemosina»

Dalla redazione

20 giugno 2026

ROMA – Quella che era iniziata come una solida sintonia politica si è ufficialmente trasformata in una crisi diplomatica aperta. La Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, si è detta «sbalordita» dalle recenti dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump, il quale, in un’intervista all’emittente italiana La7, ha affermato che la premier lo avrebbe “pregato” per scattare una foto insieme durante il vertice del G7 a Evian-les-Bains, in Francia.

La reazione di Roma è stata immediata e categorica: Meloni ha bollato l’aneddoto come totalmente «inventato», mentre il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annullato per protesta la sua missione ufficiale negli Stati Uniti, prevista per l’inizio della prossima settimana. L’episodio segna il punto di massimo attrito tra i due leader dal gennaio 2025, evidenziando una profonda frattura transatlantica acuita dai recenti sviluppi bellici in Medio Oriente.


Le parole di Trump e la dura replica di Meloni

Il caso è scoppiato in seguito a un’intervista telefonica rilasciata da Donald Trump a La7 (andata in onda con doppiaggio in italiano). Commentando i suoi incontri al G7 a Evian, il capo della Casa Bianca ha dichiarato: «Mi ha pregato di fare una foto con lei; mi faceva pena». Riferendosi poi ai filmati che li ritraevano seduti insieme su un divano, apparentemente rilassati, Trump ha aggiunto con un tono giudicato condiscendente: «Probabilmente è felice che io le abbia rivolto la parola».

La risposta di Giorgia Meloni non si è fatta attendere. Attraverso un videomessaggio indirizzato ai suoi sette milioni di follower su Instagram, la premier ha espresso totale incredulità:

«Sono francamente sbalordita. Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti in questo modo nei confronti degli alleati. Posso solo dire che è deplorevole che non mostri la stessa determinazione verso i nemici dell’Occidente e degli Stati Uniti, con i cui leader appare invece molto più accomodante. Ma c’è una cosa che deve ricordare: né io né l’Italia elemosiniamo mai.»


Dall’alleanza al declino: i veri motivi della rottura

Lo scontro sulla foto al G7 è solo la punta dell’iceberg di un logoramento politico che va avanti da mesi. Eletta nel 2022, Meloni era stata l’unica leader europea a partecipare all’inaugurazione di Trump a Washington nel gennaio 2025, accreditandosi presso i partner dell’Unione Europea co

me un potenziale “ponte” diplomatico con la nuova amministrazione statunitense.

Tuttavia, l’asse Roma-Washington si è progressivamente spezzato su questioni di sicurezza internazionale e geopolitica:

  • La guerra in Iran: Meloni si è opposta apertamente alla decisione di Trump di dichiarare guerra all’Iran. Ad aprile, Trump aveva già attaccato la premier in un’intervista al Corriere della Sera, affermando: «Pensavo avesse coraggio, ma mi sbagliavo».

  • Lo scontro sul Vaticano: Di recente, Trump ha rivolto pesanti critiche a Papa Leone XIV, definendolo «debole sul crimine e terribile in politica estera». Un attacco che Meloni ha immediatamente respinto, definendo le parole del tycoon «inaccettabili».


Il fronte unito della politica italiana

Di fronte a quello che è stato percepito come un insulto alle istituzioni nazionali, la politica italiana ha risposto con una rara compattezza, superando le storiche divisioni tra maggioranza e opposizione.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha subito telefonato a Giorgia Meloni per esprimerle totale solidarietà. Dai banchi dell’opposizione, il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi ha dichiarato che «nessuno ha il diritto di rivolgersi a un Presidente del Consiglio italiano con un tono così arrogante», mentre il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha rimarcato che «l’Italia non merita questa umiliazione», sottolineando che la ricerca di favori a Washington non deve mai andare a discapito della dignità nazionale.

All’interno della coalizione di governo, Lucio Malan (FdI) ha fatto notare come le parole di Trump rientrino in un quadro più ampio di dichiarazioni offensive rivolte a diversi leader europei, aggiungendo che i video del G7 mostrano una dinamica opposta a quella descritta da Trump e che a infastidire il tycoon sia la capacità di Meloni di «dire di no quando necessario». Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiuso i ranghi con una dichiarazione perentoria: «Chi attacca Giorgia, attacca tutti noi».


L’Europa e la ricerca dell’autonomia strategica

Lo strappo tra Meloni e Trump non è un caso isolato, ma riflette un trend macroeconomico e geopolitico globale. Se in passato i governi europei tendevano ad assecondare le intemperanze della Casa Bianca, oggi la postura del Vecchio Continente è di aperto contrasto.

Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha recentemente criticato Trump per i suoi commenti negativi sulle forze armate del Regno Unito e degli alleati in Afghanistan. Inoltre, l’Italia e altri partner europei hanno negato l’uso delle proprie basi aeree ai bombardieri statunitensi impegnati nelle operazioni contro l’Iran.

Secondo fonti diplomatiche, la fermezza dei leader europei è cresciuta notevolmente dopo che gli Stati Uniti, all’inizio dell’anno, hanno avanzato minacce formali nei confronti della Groenlandia. Questo atteggiamento percepito come aggressivo e imprevedibile ha riacceso con forza il dibattito sull’autonomia strategica dell’Europa. Le cancellerie europee guardano sempre più a una difesa e a una politica estera indipendenti, spinte anche dal cambiamento d’opinione degli elettori in vista delle prossime scadenze elettorali nel continente. Persino i partiti della destra europea, che inizialmente vedevano nell’entourage di Trump dei naturali alleati politici, stanno progressivamente prendendo le distanze da Washington per tutelare gli interessi sovrani dei rispettivi Paesi.

LEAVE A RESPONSE

Your email address will not be published. Required fields are marked *